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Spumanti e vini frizzanti, il residuo zuccherino in etichetta

Aggiornato il: 7 giorni fa

Questo breve scritto ci è venuto in mente dopo esserci trovati difronte ad una bottiglia di Lambrusco di Sorbara rosato spumante metodo Charmat ed una di Lambrusco di Sorbara rosato frizzante, stessa denominazione di origine, entrambe con residuo zuccherino in scheda tecnica fissato a 15 g/l. Ebbene in etichetta ci siamo imbattuti inclassificazioni - riguardanti il residuo zuccherino – differenti. Ma a tutto ciò vi è una spiegazione: ora tenteremo di raccontarvi il perché.


Questa possibilità esiste in quanto sono in vigore due differenti classificazioni: una europea riservata esclusivamente alla produzione di spumanti, dagli Champagne alle bollicine italiane come TrentoDoc, Franciacota ed Oltrepò Pavese ed una ad hoc desinata a prodotti derivanti dal comparto dei vini frizzanti, come parte dei lambruschi in commercio ma anche briosi rossi della pianura padana come bonarda o barbera. Ma andiamo per ordine.



Per quanto riguarda gli SPUMANTI, tutti, sia metodo Champenoise che Charmat, vige la seguente classificazione stabilita con regolamento europeo (CE) numero 607/2009 - allegato XIV:

Pas dose, dosaggio zero, nature < 3 g/l

Extra brut < 6 g/l

Brut < 12 g/l

Extra dry da 12 a 17 g/l

Dry, sec da 17 a 32 g/l

Demi sec da 32 a 50 g/l

Dolce, doux > 50 g/l


Rispetto alla dicitura riportata in etichetta dal produttore nella normazione è prevista una tolleranza di più o meno 3 g/l di zucchero.

Da questa classificazione si evince che per uno spumante con residuo zuccherino pari o vicino allo zero possono essere utilizzate indistintamente le diciture “Pas dosè”, “extra brut” oppure “brut”, per questo molti produttori riportano in etichetta il residuo zuccherino in numeri per una informazione più dettagliata nei confronti del consumatore.


Nel caso iniziale ci troveremmo di fronte ad un Lambrusco di Sorbara rosato spumante metodo Charmat “Extra dry”, teniamolo a mente.

Se per tutta la gamma degli spumanti vale la classificazione esposta sopra, per il mondo dei vini frizzanti il discorso è diverso. In etichetta troviamo diciture differenti catalogate come segue:


Indicatore del tenore zuccherino per vini frizzanti

Secco da 0 a 15 grammi

Semisecco, abboccato da 12 a 35 grammi

Amabile da 30 a 50 grammi

Dolce superiore a 45 grammi


In base a questa legislazione approvata con decreto ministeriale datato 23.12.2009 – tuttora in vigore - il nostro Lambrusco di Sorbara rosato frizzante con residuo zuccherino pari 15 g/l, a scelta del produttore, può apparire in etichetta la dicitura “secco” oppure “semisecco/abboccato”. Ci sono delle fasce che si sovrappongono e dunque lasciano carta bianca su cosa apporre nel label delle bottiglie prodotte.


Insomma potremmo trovare due “bollicine” provenienti dalla medesima zona di produzione, con identico residuo zuccherino ma diciture differenti in virtù di catalogazioni legislative differenti, anche per la singola bottiglia.


Ecco abbiamo scelto di raccontarvi ciò al fine, forse, di evitarvi un inutile grattacapo, nel caso vi trovaste mai in questa situazione.


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