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Bollicine di Francia oltre lo Champagne: gli otto Cremant

Non tutto ciò che sprigiona bollicine - prodotte con metodo classico - nel Pays des Lumieres è assimilabile allo Champagne. Vi sono spumanti metodo champenois - ma vietato scrivere questo metodo in etichetta (da disciplinare) - capaci di attirare sempre più l’attenzione dei consumatori: i Cremant. Ma cosa sono i Cremant? Dove sono elaborati? Con che tipologia di uve possono essere prodotti? E la sosta sui lieviti? Attraverso questo elaborato cercheremo di fare un po' di chiarezza su queste “altre bollicine di Francia”.


Partiamo col narrare che in origine la dicitura “Cremant” era utilizzata anche dai produttori di Champagne per descrivere in etichetta spumanti con pressione inferiore, circa la metà di una bollicina tradizionale. Vini effervescenti con spuma simile alla crema, questo era il significato di Cremant al tempo. Ora il brio di questa tipologia prevede una pressione minima ma le atmosfere prodotte dalla rifermentazione sono sugli standard tradizionali.


Ciò che rende interessante queste denominazioni è senza alcun dubbio il prezzo. Tralasciando il paragone con il mondo dello Champagne - che non avrebbe senso nemmeno iniziare a fare - si possono trovare spumanti metodo classico con prezzi compresi nella fascia 10-25 euro, con breve o lungo affinamento sui lieviti. Nei distretti si lavora con convinzione alla ricerca di maggiore complessità, eleganza, al fine di lasciar firma del territorio di riferimento.

Ma cosa prevede oggi il disciplinare per la produzione di Cremant? Iniziamo col dire che vi sono otto denominazioni (AOC - Appellation d'origine contrôlée), suddivise per aree:


Cremant D'ALSACE

Cremant DE JURA

Cremant DE DIE

Cremant DE BOURGOGNE

Cremant DE BORDEAUX

Cremant DE LIMOUX

Cremant DE LOIRE

Cremant DE SAVOIE


La regolamentazione per la produzione di questi vini effervescenti è la stessa per ogni denominazione fatto salvo l’utilizzo e le percentuali di vitigni ammessi nelle varie zone.


Dopo una prima fermentazione per produrre il vino base, è nella bottiglia stessa che avviene la fermentazione, grazie ad una nuova rifermentazione. Dopo un periodo di affinamento di almeno nove mesi le bottiglie vengono capovolte sulla punta in modo che il deposito, formato dai lieviti, si accumuli nel collo prima della sboccatura. La commercializzazione può avvenire SOLO dopo un periodo minimo di 12 mesi successivi al tiraggio.


L'espressione "Crémant" può essere utilizzata solo per vini spumanti bianchi o rosati di qualità a denominazione di origine (Aop o Aoc). Oltre ad essere preparati secondo il metodo tradizionale, devono rispettare i seguenti criteri di produzione:

  • le uve devono essere raccolte manualmente;

  • i vini devono essere prodotti da mosto ottenuto dalla pigiatura di uve intere o diraspate. La quantità di mosto ottenuto non deve superare i 100 litri per 150 chili di uva;

  • il contenuto massimo di anidride solforosa non deve superare i 150 mg/l;

  • il tenore zuccherino deve essere inferiore a 50 g/l.


In tutto ciò una precisazione: vietato apporre la dicitura “metodo champenois” in etichetta. Differenziazione chiara e netta per evitare fraintendimenti con il blasonato distretto di Francia, patria nazionale di pregiate e affermate bollicine.

LE UVE DI TUTTI I CREMANT


E’ possibile produrre Cremant monovitigno oppure da più tipologie d’uva. In Alsazia è consentita la spumantizzazione mediante la lavorazione di auxerrois, chardonnay, pinot bianco, pinot grigio, pinot nero, riesling. E’ inoltre ammesso l’ottenimento di spumanti rosati esclusivamente da pinot nero. Questa è regione fortemente identificativa per la tipologia: oltre il 50% della produzione di Cremant proviene da questo territorio.


Nella regione Jura i vitigni autorizzati sono poulsard, pinot nero, trousseau, chardonnay e savagnin. Per il Crémant du Jura blanc, chardonnay, pinot nero e trousseau devono rappresentare almeno il 70% della cuvée. Per la produzione di Crémant du Jura rosé, pinot nero, poulsard e trousseau devono rappresentare più del 50% della cuvée.


Nella Valle della Loira le bollicine sono prodotte mediante la raccolta delle uve a bacca bianca chardonnay, orbois e chenin blanc, e dalle uve a bacca scura cabernet franc, cabernet sauvignon, grolleau, pinot nero e dal caratteristico pinot d’Aunis.


Anche nella zona di Bordeaux è normata la produzione di vini spumanti bianchi e rosati. Le uve recepite nel disciplinare di produzione di “Cremant de Bordeaux blanc” sono cabernet franc, cabernet-sauvignon, carmenère, cot, merlot, muscadelle, petit verdot, sémillon, sauvignon, sauvignon gris. Inoltre è consentito l’utilizzo di colombard, merlot blanc, ugni blanc: questi tre vitigni - definiti “vitigni accessori” dal documento AOC - possono essere utilizzati con percentuale massima del 30% del totale dell’eventuale blend. Ne consegue che la proporzione del vitigno principale (o blend di vitigni principali) deve essere almeno pari al 70%. Questa direttiva sulle percentuali di utilizzo è specificata solo nel disciplinare dei Cremant Blanc. I vini rosati possono essere ottenuti dai seguenti vitigni: cabernet franc, cabernet-sauvignon, carmenère, cot, merlot, petit verdot.


AOC dal 1993, Crémant de Die nasce da piccoli appezzamenti di viti lungo la valle della Drôme, zona al confine fra le Alpi e la Provenza dove trova dimora il vitigno principe della denominazione: il clairette. Originariamente, in questo lembo di terra le bollicine erano ottenuto dall'unico vitigno clairette, ma oggi anche l'aligoté (tra il 10% e il 40%) e il moscato (tra il 5% e il 10%) fanno parte della sua composizione al fine di associare una decisa spinta alla componente aromatica.


In Savoia nella cuvée (vino base o blend di vini base) destinata alla presa di spuma per la produzione di spumanti suscettibili di beneficiare dell'indicazione "Crémant" la proporzione del vitigno jacquère deve essere maggiore o uguale al 40%, la proporzione dei vitigni altesse e jacquère, insieme o separatamente deve risultare maggiore o uguale al 60%, mentre la quota di vitigni a bacca nera, insieme o separatamente, deve risultare inferiore o uguale al 20%. La lista dei vitigni utilizzabili è la seguente: aligoté, altesse, chardonnay, jacquère, mondeuse blanche, e solo per il dipartimento dell’Alta Savoia anche chasselas e molette. A bacca nera invece gamay, mondeuse e pinot nero.


Nel cuore del Languedoc, il Cremant de Limoux è ottenuto con i seguenti vitigni: chardonnay, definito dal disciplinare “vitigno principale” e dai “vitigni complementari” chenin, mauzac e pinot nero.


La conclusione di questa dettagliata panoramica riservata ai Cremant è riservata alla Borgogna, non a caso, in quanto questo territorio ha riservato delle importanti classificazioni per le produzioni più complesse ed eleganti. Ma andiamo ad addentrarci nel dettaglio. Possono fregiarsi della dicitura in etichetta “Première categorie” gli spumanti prodotti da uve pinot nero, chardonnay (minimo 30% della cuvee), pinot blanc e pinot grigio, mentre i “Deuxime categorie” vengono prodotti con gamay (massimo 20% della cuvee), aligotè, melon e sacy. In virtù di elevare ancora la qualità di produzione da marzo 2016 il disciplinare di produzione burgundo permette due altre diciture in etichetta: Eminent e Grand Eminent.

Il primo, Crémant de Bourgogne “Eminent”, tiene conto della durata dell'affinamento su un listello minimo di 24 mesi.

Il secondo, più restrittivo, Crémant de Bourgogne "Grand Eminent" comprende il vitigno (esclusivamente Pinot Nero e Chardonnay, ed un 20% di Gamay per rosati), la gradazione alcolica minima potenziale (10% vol), possibilità di utilizzo del 75% massimo del mosto ottenuto dalla pressatura delle uve., il periodo di invecchiamento minimo di 36 mesi, 3 mesi di distanza tra la sboccatura e l’immissione in commercio ed infine il residuo zuccherino massimo, 15 g/l. L’area di produzione in questo distretto tocca 386 comuni per una produzione annua di 231.719 ettolitri che equivale alla vendita di 19,2 milioni di bottiglie annue: 68% riservate al mercato interno nazionale, 32% estero. Oggi la maggior parte di questa produzione avviene mediante l’utilizzo di pinot nero e chardonnay: notevole la crescita qualitativa degli ultimi anni.


FNPEC e CONCOURS NATIONAL


La Fédération Nationale des Producteurs et Élaborateurs de Crémant - istituita nel 1982 - mira a difendere e promuovere le otto denominazioni. Garantisce la rigida applicazione dell'uso del termine “Crémant” ai vini spumanti a denominazione di origine controllata, prodotti alle condizioni previste dai decreti e disciplinari che ne fissano le condizioni di produzione, partecipa allo sviluppo dei testi che regolano tutte le denominazioni “Crémant”, difende gli interessi dei produttori francesi di Crémant contro qualsiasi usurpazione del termine che potrebbe essere fatta sia in Francia che all'estero. Infine contribuisce alla notorietà e alla promozione di Crémant a livello nazionale e internazionale. A tal proposito - annualmente a

rotazione in una delle 8 denominazioni - si tiene “le Concours National des Crémants” giunto nel 2021 alla 30ma edizione. Vengono classificati i vini attraverso il riconoscimento di medaglie d’oro, argento e bronzo. La giuria dell’ultima edizione ha ospitato professionisti, consumatori, coinvolto studenti della scuola agraria Charlemagne e del blasonato istituto alberghiero Charles Cros.

Nel link i risultati della 30ma edizione (2021) del concorso con tutte le medaglie assegnate: CLICCA QUI


IL BRINDISI FINALE

Dopo aver terminato questo scritto non potevo che brindare con un Cremant! Un Cremant d’Alsace per la precisione, firmato Domaine Federic Mochel, concepito da suoli marnosi nei pressi di Traenheim, villaggio alsaziano ricco di storia vitivinicola. Traenheim si trova nella parte settentrionale dell'Alsazia, 20 km a ovest di Strasburgo. Vendemmia 2017, sboccatura settembre 2021: affinamento di 40 mesi sui lieviti per questo metodo classico prodotto con uve chardonnay (80%) e pinot nero (20%). Una bollicina cremosa - per rimanere in tema - molto fresca, prodotta con uve pienamente mature, dal gusto pieno e persistente. Medaglia d’oro all’ultima edizione del Concours National des Crémants.


Dati tecnici per i più curiosi: acidità totale 6,6 g/l - residuo zuccherino 11,5 g/l - vol 13% alc. Ottimo rapporto qualità-prezzo, fascia 13-15 euro.





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