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Puro, teso, umano: il Sorbara di Friedmann.

  • Immagine del redattore: mikzomer
    mikzomer
  • 8 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min


C'è un filo invisibile, tinto di un rosa-violaceo affascinante e vibrante, che lega le nebbie della pianura modenese alla storia del riscatto sociale italiano. Quel filo ha un nome e un cognome: Gino Friedmann. Quando oggi stappiamo una bottiglia di "Omaggio a Gino Friedmann" della Cantina di Carpi e Sorbara, non stiamo solo versando un Lambrusco di Sorbara spumantizzato; stiamo celebrando un uomo che decise che la solitudine del contadino non doveva più essere il prezzo da pagare per coltivare la terra.



Gino Friedmann è stato l'architetto di un sogno collettivo nato nel 1903 con la fondazione della Cantina Sociale di Carpi. La sua intuizione fu tanto semplice quanto sovversiva: unire i piccoli produttori per sottrarli alle speculazioni. In questo, Friedmann comprese la natura stessa del vitigno che oggi lo onora: il Sorbara, infatti, è un’uva che per biologia soffre di acinellatura e ha bisogno del "sostegno" di un altro vitigno per l’impollinazione. Come il Sorbara non può dare frutto restando isolato, così Friedmann capì che il contadino poteva fiorire solo nella cooperazione, trasformando la fragilità del singolo nella forza del collettivo.


La genesi di questo "Omaggio" moderno ricalca quella stessa autenticità. Non è stata pianificata in asettiche sale riunioni, ma ha preso forma quasi spontaneamente durante un pranzo modenese, tra i vertici aziendali e alcuni attori del territorio. Doveva essere l’inizio di un lungo processo creativo, di briefing per un’etichetta nuova; invece, la storia ha parlato da sé. Si è scelto di rinunciare al design contemporaneo per recuperare un’etichetta degli anni ’70, un ritorno alle radici che ha reso superfluo ogni ulteriore sforzo di marketing.


Anche la strategia di lancio ha seguito questa filosofia del "ritorno a casa". Nonostante i piani iniziali prevedessero presentazioni su scala nazionale, si è preferito abbracciare il territorio, organizzando eventi mirati nelle città emiliane. È stato tutto più facile del previsto: quando il legame con la storia è autentico, non servono sovrastrutture.


L'etichetta che oggi vediamo è dunque una traduzione liquida di questa coerenza. Si, estrema coerenza. Alla vista, il vino si presenta con una limpidezza cristallina e quel colore tenue che l'appassionato riconosce come marchio di purezza. In quella trasparenza si riflette il rigore morale di Friedmann: un'eleganza che non ha bisogno di trucchi per affermare la propria identità.


Al naso, il vino esplode in un bouquet che sa di primavera: la violetta si intreccia a note di fragolina di bosco e lampone. In bocca, la narrazione si fa tesa. L'acidità è la protagonista, una lama affilata e verticale che pulisce il palato, specchio di una visione retta che non ha mai cercato compromessi. Non cerca consensi attraverso dolcezze ruffiane, ma si impone per carattere e sapidità, richiamando i terreni alluvionali tra il Secchia e il Panaro.



In un'epoca di marketing spesso abusato, questo Sorbara ci ricorda che un vino è veramente tale solo quando contiene l'anima di chi lo ha reso possibile. Bere l'Omaggio a Gino Friedmann significa riconoscere che dietro ogni bollicina c'è un secolo di battaglie per la dignità. È la dimostrazione che la formula vincente è la più semplice: un legame indissolubile con il territorio e la propria storia, perché l'unione dei molti può produrre una nobiltà che il singolo, per quanto geniale, difficilmente potrebbe raggiungere.


Cronologia di una Visione: Gino Friedmann (1876–1964)

La vita di Friedmann non è stata solo una parabola biografica, ma il motore del cambiamento agricolo emiliano. Ecco le tappe fondamentali:

  • 1876: Nasce a Modena in una famiglia di origine ebraica benestante e colta.

  • 1903: Fonda la Cantina Sociale di Carpi. È la svolta: per la prima volta i produttori locali

    smettono di farsi la guerra sui prezzi e iniziano a collaborare.

  • Anni '20: Diventa una figura di spicco a livello nazionale, promuovendo il modello cooperativo come baluardo contro la crisi economica post-bellica.

  • 1938: L'ombra delle leggi razziali. Viene rimosso da ogni incarico pubblico e direttivo. È il periodo più buio, in cui la sua "creatura" rischia di perdere la guida visionaria che l'aveva creata.

  • 1945: Con la Liberazione, Friedmann viene richiamato a gran voce alla guida del movimento cooperativo. Diventa Presidente della Cantina di Carpi e della Federazione Nazionale delle Cantine Sociali.

  • 1964: Muore a Modena, lasciando un'eredità che oggi conta migliaia di famiglie agricole unite sotto lo stesso marchio



Scheda Tecnica: Omaggio a Gino Friedmann Charmat

Questa tabella sintetizza i dati che un lettore esperto o un sommelier cercherebbe in un articolo di approfondimento:

Parametro

Dettaglio Tecnico

Denominazione

Lambrusco di Sorbara DOC

Vitigno

100% Lambrusco di Sorbara

Presa di Spuma

Metodo Charmat lungo (30-60 giorni sui lieviti)

Residuo Zuccherino

Brut (fresco e secco)

Gradazione Alcolica

11% - 11,5% vol.

Temperatura di Servizio

8°C - 10°C

wineblog indipendente

a cura di Michele Zomer


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