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Il Sangiovese che vorresti – sempre – bere

  • Immagine del redattore: mikzomer
    mikzomer
  • 13 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

​Pazienza 2023 – Lilia Maria Lani (IGT Toscana)


​Esistono serate in cui il vino non è solo nel calice, ma diventa il protagonista di un racconto. Durante la nostra ultima degustazione, tra otto diverse interpretazioni – tutte annata 2023 – di Sangiovese, una bottiglia ha saputo parlare più forte delle altre, pur mantenendo un nome che invita al silenzio e all'ascolto: Pazienza.


​Il progetto di Lilia Maria Lani sembra distillato in questo nome. La "pazienza" non è solo quella del vignaiolo che aspetta il momento perfetto per la vendemmia, ma è anche quella che chiediamo a noi stessi per godere appieno di un sorso che sa di terra, di sole e di radici.


locandina evento bottiglie coperte the winner is


​Perché è il vino che vorresti sempre bere?


​Equilibrio sorprendente: Nonostante la giovinezza dell'annata 2023, questo vino dimostra una maturità e una compostezza rare. È fresco, vibrante, ma con una struttura che abbraccia il palato senza aggredirlo. Bilanciato.


Autenticità del frutto: Note croccanti di ciliegia e piccoli frutti rossi si mescolano a una sapidità minerale. Accattivante.


Beva compulsiva: È quel tipo di vino che, una volta finito il primo bicchiere, ti spinge subito a cercare il secondo. Non stanca, non appesantisce; accompagna il dialogo e accende la convivialità. Moderno.


​Vincere un confronto tra otto etichette non è mai un caso. Il Pazienza 2023 ha spiccato perché ha saputo essere, allo stesso tempo, interessante per l'esperto e immediato per l'appassionato. È la dimostrazione che quando il Sangiovese incontra la mano sensibile di chi lo produce, il risultato è una poesia liquida che vorremmo non finisse mai.



batteria 1 batteria 2 la finalissima


​Il podio e le note di merito


​La qualità della serata è stata testimoniata da una finale agguerrita, dove altri tre interpreti hanno mostrato il volto più attuale del Sangiovese:


​2° - Giodo "La Quinta" IGT Toscana: Struttura e persistenza che si abbinano a un'eleganza da vendere. Un vino che ha fatto discutere e che ha mancato il primo posto per un soffio. Alta qualità.


​3° - Ronchi di Castelluccio "Le More" Romagna Sangiovese Superiore: Fresco, verticale, salato, dal colore impenetrabile. Mai stanco, si conferma un interprete interessantissimo della zona di Modigliana, rispettandone a pieno la territorialità.


​4° - Chiara Condello Romagna Sangiovese Predappio: Una firma ormai divenuta assoluta garanzia per la Romagna rossista. Qui l'eleganza si sposa con un utilizzo del legno magistralmente dosato.


Menzione Speciale:

Un plauso va a Tassi "Brunò" IGT Toscana , che ha mancato la finale per un soffio, dimostrando quanto il livello complessivo della degustazione fosse importante. Qui la fermentazione spontanea con lieviti indigeni avviene in anfora di terracotta da 8-10 ettolitri. Immediato, succoso, ma non banale.


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a cura di Michele Zomer

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