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Enantio e Casetta, i nativi della Valdadige


Nel panorama delle denominazioni di origine italiane - fra le 331 DOC e le 76 DOCG – vi sono specificità legate indissolubilmente al territorio. Una di queste è la denominazione interregionale Valdadige Terra dei Forti, situata a cavallo fra la provincia di Trento e la provincia di Verona.

Foto: il forte di Rivoli Veronese, che domina la Valle dell'Adige


La zona di coltivazione della vite prevista dal disciplinare è solcata dal percorso del fiume Adige e delimitata morfologicamente dai Monti Lessini da un lato e dal Monte Baldo sul versante opposto. Il tutto reso ancora più caratteristico dalla presenza di castelli medioevali e fortezze erette nell’800. L’imponente Castello di Avio, datato 1053, apre la denominazione sul versante trentino, mentre Forte Wohlgemuth e Forte Hlavaty, rispettivamente situati nei comuni di Rivoli Veronese e Dolcè, chiudono a sud nel versante veneto.


La denominazione di origine istituita nel 2006 con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 17.11, è riservata alla produzione di vini ottenuti dalla coltivazione di Enantio, Casetta e Pinot Grigio.


Nel 2018 la denominazione – dati Valoritalia, ente certificatore esterno – conta la produzione totale di 100mila bottiglie, tenendo conto di tutte le varietà di vite. Per una produzione totale di 1479 ettolitri.


GLI AUTOCTONI CHIAVE DELLA DENOMINAZIONE

Foto: splendido scorcio dei vigneti nell'abitato di Dolcè (Vr)

I due lambruschi - con caratteri nettamente distintivi rispetto ai lambruschi modenesi, reggiani e mantovani – a foglia frastagliata (Enantio) e a foglia tonda (Casetta) sono i gioielli preziosi di questa denominazione tanto piccola quanto interessante. Gioielli che vogliamo scoprire da vicino.


Nel dialetto locale le due varietà sono chiamate ancora oggi “ambrosche”, viti brusche, strettamente legate a viti selvatiche.


Il Lambrusco a foglia frastagliata, oggi meglio conosciuto come Enantio, nome che lo differenzia totalmente dai lambruschi padani e che gli associa di fatto una collocazione geografica ben definita, è un vitigno che ha trovato i favori degli agricoltori operanti al confine fra Trentino e Veneto per gran parte del ‘900. Dal 1950 alla fine degli anni ‘80 questo vitigno ha rappresentato la varietà principe della zona, sia per vocazione ma anche per vigoria, buona resistenza alle avversità climatiche ed alle malattie: vigneti interi sono ancora oggi franchi di piede, risalenti ad età pre-fillosserica.

Foto: vigneto di enantio a piede franco (Fonte: Facebook Albino Armani)


Le origini selvatiche dell’Enantio sono state rese note grazie ad un primo studio condotto dal professor Attilio Scienza a fine anni ‘80 all’interno di un programma nazionale di ricerca di varietà antiche. Questo fu possibile grazie all’amicizia del professor Scienza con un viticoltore locale, il quale ricordava le storie dei veterani circa la presenza di viti selvatiche nei boschi di Avio. Iniziò cosi una ricerca durata due inverni che portò al risultato sperato: fu così che in Valle dei Molini - la vallata che collega Avio alle pendici del Baldo – venne ritrovata una vitis sylvestris - poi catalogata nel registro di varietà antiche - che ne attestò le origini “selvatiche”. Uno studio successivo ad inizio 2000 condotto dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige (Fondazione Edmund Mach) associa di fatto i progenitori dell’Enantio alla vite selvatica ritrovata ad Avio e alla Negrara, altra varietà antica di un tempo. Successivamente a distanza di circa trent’anni dal primo ritrovamenti spuntarono altre viti selvatiche nei boschi della valle, risalenti addirittura all’ultima glaciazione. Viti anche queste con caratteristiche simili al dna del lambrusco a foglia frastagliata. Un patrimonio genetico, unico nel suo genere, che fa di questo territorio una chicca in chiave amplelografica.


A fianco di queste vicende cresce anche l’interesse per la Casetta che grazie alle ricerche di Tiziano Tomasi ed il suo gruppo di lavoro torna ad avere l'importanza di un tempo. Chiamato Lambrusco a foglia tonda, foja tonda o maranela, oggi viene prodotto soltanto da due produttori, uno all’interno della denominazione Terradeiforti ed uno nel comune di Ala, dall’azienda la Cadalora, peraltro di proprietà di Tiziano Tomasi. Dal 2002 la varietà è stata definitivamente recuperata e iscritta al registro nazionale delle varietà della vite.


LE CARATTERISTICHE DI ENANTIO E CASETTA

ENANTIO

Buona vigoria, produzione abbondante e costante.

Resistente alle avversità, autoctono della Valle dell’Adige probabile selezione di Vitis silvestris (Scienza et al., 1994). Si è cercato di salvaguardare alcune produzioni derivanti dal Lambrusco a foglia frastagliata nelle zone maggiormente vocate per massimizzarne la tipicità, visto che fino a qualche anno fa era il vitigno più diffuso nel fondovalle della bassa Vallagarina. In passato ha contribuito in modo determinante all’economia locale.


Il vino

Vino di colore rosso rubino, con note olfattive leggermente speziate e vegetali, al gusto asciutto, leggermente acidulo, piuttosto tannico e di buon corpo. Storicamente il vitigno era destinato alla produzione di vini rossi da taglio, ma attualmente si sta cercando di proporlo in purezza in modo da mettere in evidenza le sue migliori caratteristiche. Per smorzarne la naturale tannicitaà è richiesto un periodo di maturazione in legno e un affinamento in bottiglia.

CASETTA:

Vitigno di buona vigoria con germogliamento precoce, acino piccolo con buccia di medio spessore e di color blu-nero. Presenta grappolo medio-piccolo, generalmente alato, leggermente spargolo, buona produzione e media resistenza alla botrytis. La maturazione fisiologica si situa in terza epoca; possiede una buona capacità d'accumulo di zuccheri pur conservando valori di acidità medio elevati, ottima presenza di materia colorante nella buccia. Sopporta bene i freddi invernali e mostra una buona resistenza alla peronospora ed all'oidio. Preferisce terreni di collina di media fertilità, ma si adatta molto bene anche in quelli meno dotati.

Foto: un grappolo maturo di Casetta


Il vino

Il vitigno Casetta dà un vino rosso rubino intenso, al naso fruttato con note anche vegetali. Al palato è di corpo e di buona tannicità, ricco in alcol e acidità, quindi con buona predisposizione all'invecchiamento.


TERRA DEI FORTI --> IL DISCIPLINARE IN BREVE


COMUNI INTERESSATI DALLA DOC: AVIO (TN), BRENTINO BELLUNO (VR), DOLCE' (VR), RIVOLI VERONESE (VR).

Enantio (anche riserva): Enantio minimo 85%; possono concorrere le uve provenienti da altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nelle province di Verona e Trento, presenti nei vigneti fino ad un massimo del 15%.

Casetta (anche riserva): Casetta minimo 85%; possono concorrere le uve provenienti da altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nelle province di Verona e Trento, presenti nei vigneti fino ad un massimo del 15%.

Pinot grigio (anche superiore): Pinot grigio minimo 85%; possono concorrere le uve provenienti da altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione nelle province di Verona e Trento, presenti nei vigneti fino ad un massimo del 15%.


Rese massime consentite per varietà:

Enantio/Enantio Ris 90 q/h Casetta/Enantio Ris 90 q/h Pinot Grigio 140 q/h Pinot Grigio sup 120 q/h


Periodo minimo di maturazione

Enantio: 10 mesi Enantio riserva: 36 mesi Casetta: 10 mesi Casetta riserva: 36 mesi Pinot grigio: 4 mesi Pinot Grigio superiore: 10 mesi

Nell'etichettatura dei vini della denominazione di origine controllata «Valdadige Terradeiforti» o «Terradeiforti» l'indicazione dell'annata di produzione delle uve e' obbligatoria.

La menzione «vigna», seguita dal relativo toponimo, e' consentita alle condizioni previste dalla normativa vigente.


FUORI DALLA DENOMINAZIONE TERRA DEI FORTI


L’enantio è consentito in produzione di vini che fanno riferimento anche alle seguenti Denominazioni e Indicazioni di origine geografica:


LE DENOMINAZIONI che prevedono l’utilizzo dell’ENANTIO

Casteller DOC (Provincia di Trento) Trentino DOC (Provincia di Trento) Valdadige DOC (Trentino Alto Adige e Veneto) Reggiano DOC (Provincia di Reggio Emilia) Modena DOC (Provincia di Modena)


LE IGT che prevedono l’utilizzo dell’ENANTIO

Trevenezie IGT (Provincia di Trento e Regione Veneto) Vallagarina IGT (Provincia di Trento) Vigneti delle Dolomiti IGT (Trentino Alto Adige e Provincia di Belluno) Verona IGT (Provincia di VErona) Forlì IGT (Provincia di Forlì) Rubicone IGT (Provincia di Bologna, Provincia di Ravenna, Provincia di Forlì, Provincia di Rimini) Ravenna IGT (Provincia di Ravenna)


Il vitigno Casetta è consentito in produzione di vini che fanno riferimento alle seguenti Indicazioni di origine geografica:


LE IGT che prevedono l’utilizzo della CASETTA:

Trevenezie IGT (provincia di Trento e regione Veneto) Veneto IGT (regione Veneto) Vigneti delle Dolomiti IGT (regione Trentino Alto Adige e provincia di Belluno) Valagarina IGT (provincia di Trento) Verona IGT (provincia di Verona)


Come possiamo notare in conclusione sono parecchie le ulteriori possibilità di utilizzo oltre alla denominazione chiave Terra dei Forti. Infatti alcuni produttori utilizzano altre tipologie di denominazioni o indicazione geografica pur rientrando nella zona di beneficio della DOC chiave.

In un ulteriore approfondimento andremo a conoscere le aziende produttrici e i personaggi che hanno contribuito fattivamente al recupero ed alla valorizzaizone di queste importanti varietà territoriali della Valle dell’Adige.

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